Ieri sera ci siamo ritrovati in 17 in un parcheggio e io conoscevo solo due persone. Dopodichè, su per una stradina ripida e passando per un borgo ben curato, siamo arrivati in un'osteria situata in una casa di corte. I tavoli erano già apparecchiati con tovaglie di broccato rosso, commedianti in abiti del primo novecento erano già pronti ad accoglierci e l'odore di cucina buona si diffondeva per tutto il cortile. Quando ci viene consegnata la prima busta con alcuni indizi scopriamo che la nostra squadra porta il nome di Jessica Fletcher ovvero la Signora con l'ittero. Gli attori ci spiegano le regole del gioco e poi ci viene servita la prima pietanza: prosciutto con sfoglie di ananas. Poi comincia a piovere così, ognuno coi propri bicchieri, ci trasferiamo dentro alla locanda e ci fanno sedere proprio davanti al bagno difronte al tariffario del mignottume del 1927. Per la cronaca: 2 ore 7 lire e 21 centesimi. Con sapone e asciugamano 0,5 lire in più. Tra una portata e l'altra gli attori mettono in scena un omicidio. Tre donne e due uomini, soldi, gelosia, interessi, amicizia, falsità, intrighi. Possiamo fare domande di ogni sorta e finiamo anche per chiedere se esiste amore saffico tra un paio di donzelle, se esiste amore gay tra gli unici due ometti, se ogni tanto organizzano gang bang. Non ci spieghiamo come mai nel 1908 abbiano avuto bisogno di fare una convention [sic] in montagna, ma son dettagli. Le farfalline coi pomodorini e la mozzarella sono ottime e gli gnocchi pasticciati altrettanto buoni. Ad un tratto ho l'illuminazione giusta, approvata anche dall'unico commensale che non partecipava al gioco in quanto aveva già assistito allo stesso ammazzamento tempo fa. Insomma, l'assassina è una delle due donne. E fin qui nulla di strano: io l'avevo detto già una settimana fa che quando ci sono troppe donne qualcuna bisogna farne fuori. E così fu. Intanto mi faccio cuocere il roast beef come da tradizione umbra, ossia senza rivoli di sangue che sporcano il piatto, ecco. Mangiamo la panna cotta piuù buona del mondo, quella che sa di latte panna e caramello e poi usciamo per assietere alle ultime scene. Ci danno tempo di elucubrare e scrivere il colpevole e il movente. Uno degli attori è identico a Edoardo Manera di Zelig così per tutta la sera io vedo lui e mi riecheggia AdrianaAdriana
Dopo una breve consultazione di quasi mezz'ora (perchè noi si ha le idee scarse e confuse) decidiamo che l'assassina è Debora senz'acca. Abbozziamo un movente e consegnamo la busta. Scopriremo di essere arrivati terzi giacchè abbiamo sì capito l'assassina ma le motivazioni scritte dal gruppo vincente sono state molto dettagliate. Così loro vincono un cesto di prodotti locali e noi li guardiamo un po' invidiosi, soprattutto per il salame. Anche perchè, c'è da dire, che la squadra vincitrice all'inizio era insieme a noi e poi ci hanno divisi. Porca vacca. Torniamo a casa che è già venerdì, mi addormento quasi subito e mi risveglio con ancora gli occhi pieni di sonno e consapevole che non sarebbe stata una giornata facile.
E infatti, così è stato.
Ma questa è un'altra storia che tengo ancora un po' per me.
E comunque aveva ragione chi scrisse che l'amour et l'argent font tourner le monde.
L’antico saggio cinese Lao Tse diceva: “Quando le persone di grande levatura scoprono il taoismo, lo seguono e lo praticano immediatamente. Le persone di media levatura, invece, ci pensano su e poi lo sperimentano. Le persone di bassa levatura scoppiano a ridere”. Ora prova a sostituire la parola “taoismo” con “le tue nuove idee brillanti”, Cancerino. E tieni a mente un’altra frase di Lao Tse: “Nessuna idea può essere considerata valida finché non ne avranno riso un migliaio di persone”.
Ho dormito 6 ore. Sono da sola e ho fatto pausa mezz'ora fa mentre la pipì è ancora nella vescica.
Io avrei la mezza idea di andarmene a casa e mandare affanculo tutti. Vi prego, ridete che così sembrerà un'idea brillantona
Alle ore 14 meno qualcosa di oggi, con ancora i fagioli di soia & tonno che danzavano nello stomaco e l'occhio semiabbioccato per il caldo e per la digestione, ci hanno fatti mettere tutti nell'open space accanto alla fotocopiatrice. Una di noi è rimasta al telefono perchè d'altronde il cliente c'ha sempre ragione, un paio della contabilità sono arrivate in ritardo, la (finta)Capa insieme a due ometti era già uscita in cortile, noi impiegatelle, ligie al dovere, abbiamo aspettato in quasi silenzio l'ordine di muoverci in modo ordinato e senza attacchi di panico, siamo scese dalla scala aniincendio e abbiamo fatto il giro dell'edificio in quanto non potevamo uscire dal cancello apposito poichè mancante di chiave da svariati anni. Nonostante il fabbro sia un mestiere ancora in auge. Con molta calma siamo arrivate all'altro punto di raccolta, sotto il solleone e con la (finta)Capa che aveva le scalmane della menopausa e continuava a mormorare che perdevamo tempo prezioso per il lavoro. Fatto l'appello ci hanno fatti rientrare.
Fu così he terminò la mia prima evacuazione antiincendio.
In pratica abbiamo visto come morire nel giro di qualche secondo, anche perchè, in una situazione di pericolo, chi è che si ricorderebbe di prendere il telecomando per aprire il cancellone del parcheggio? E comunque poteva andare anche peggio perchè Maicol (sì, si scrive accussì
del laboratorio, preso dalla foga di salire al primopiano per mettersi in salvo con noi, si era dimenticato di chiudere la valvola del gas.
A me, me pare 'na strunzata.
Chez nous, i siti dei quotidiani online non sono accessibili. Quelli italiani sì, però.
Da noi se siete nella pagine di gùgl e cliccate su news siete traghettati verso link vari, tipo quelli del Corriere. E si aprono.
Ordunque mi chiedo, sono io furbetta o la nostra IT Manager capisce di informatica quanto io mi intendo di fissione nucleare?
La seconda, conoscendola
Qualcuno stamattina ci ha fatto cominciare la giornata coi Mozart Würfel, i dadi di Mozart, ossia dei cioccolatini ripieni di marzapane e torroncino.
Una manciata di dadi che riescono ad addolcire un lunedì svogliato e già pesante.
Una manciata di dadi ben ordinati nella scatolina rosa e bianca.
Una manciata di dadi che nessuno si azzardava ad aprire. dadi che forse non significano nulla, ma che in qualche modo oggi hanno acquistato un valore simbolico per me. Ho avuto la conferma di un piccolo enorme apprezzamento per il mio lavoro. Magari non sarò tutto vero, magari mi sarà stato riportato filtrato a dovere, magari è solo una diceria. Ma io una conferma tutta mia ce l'ho avuta. E non mi serve altro. Non sono una proiettata a far carriera, così come non sono una competitiva e di fatti sono poche le volte che, a un passo dall'arrivo, gareggio con chi sta per vincermi.
Prendo ciò che viene, che è sempre più di ciò che mi aspetto. Un po' per umiltà, un po' per mancanza di coraggio, un po' per l'autostima ballerina.
Non voglio diventare schiava di una chimera, ma vorrei imparare a capire che a volte ciò che io dò per scontato agli occhi degli altri appare come qualcosa di grandioso.
Per ora mi godo il vociferare, il sentito dire, le parole mal capite, il sogno ad occhi aperti, il mio nuovo equilibrio che pare trasparire ultimamente, la mia voglia di fare bene nonostante la mia sbadataggine e qualche svista ogni tanto.
..anche se però una piccola rivincita non fa mai male...
Venerdì sono talmente stanca che salto la palestra, evento inusuale per me ma più che mai necessario. Devo tradurre anche se la testa non mi supporta, ma ormai ho preso un impegno fino ad agosto e vado avanti per inerzia. Sabato ci svegliamo con calma e poi di corsa a comprare le scarpe per me: torno a casa con un paio di infradito argentate e un paio di sandali neri di pelle con un po' di tacco. Ho provato anche un paio di décolleté color catrame con tacco 12: a parte dovermi essere aggrappata a Fra per farle entrare nel mio piedino, non appena ho cominciato a percorrere quei venti/trenta centimetri di pavimento mi sono sentita la donna meno secsi dell'universo, ancor peggio che andare in giro pelose. Mi sono allenata facendomi un sacco di risate con chi credeva che non fossi andata alla pizzata per via delle sue battute sulle mie chiappe. Che se decido che qualcuno è volgare o pressante di sicuro lo faccio notare in maniera molto decisa. E TU non hai niente da temere, capito?
Dopodichè, a pomeriggio inoltrato, ci siamo buttati nel marasma dell'Esselunga che noi si cambia provincia per comprare le cibarie. Ci scappa una visitina in un negozio d'abbigliamento dove io esco con due magliettine e Fra con una camicia carinissima e azzurra. Lui, che il colore più chiaro che indossa è il nero. Evvai! Parcheggiamo sotto casa che comincia il diluvio: goccioloni grossi e pesanti si spiaccicano su di me. Mentre Fra corre in casa a tirare dentro i panni e il cuscino (ebbene sì), io cerco di portare in salvo tutte le borse della spesa. Piene. Alla fine sono talmente fracica che abbisogno di doccia di nuovo. Ceniamo coi miei pomodori ripieni di riso e gratinati al formaggio, un po' di relax davanti ad un film scemo ma simpatico e poi a nanna. Mi sveglio poco dopo le 7 che oggi corro ad Arcisate. Il Parco della Lagozza è un po' lontanuccio, ma per fortuna Varese alle 8 di domenica mattina è percorribile. Arriviamo al ritrovo che già straborda di gente. Mi iscrivo e mi propongono di unirmi alla mia nuova società per la trasfertona di domenica prossima, mi danno, finalmente, il mio certificato di affiliazione, scopro che domenica scorsa sono arrivata terza di categoria e sono stata premiata a sorteggio a mia insaputa, faccio cacca e pipì (in bagno) e poi si comincia a correre. Il percorso è impegnativo perchè quasi tutto in salita, su asfalto e su strade sterrate che soffocano per la polvere. Fa caldo, le discese spaccano le gambe e non bastano a recupeare la fatica, dò il massimo e, nonostante i due ristori e un pezzetto di camminata, concludo i 10 km in meno di un'ora, quarta di categoria e sedicesima donna assoluta. Non male, ma niente premi. Almeno credo
Torniamo a casa giusto in tempo per accendere il forno del pollo arrosto, quattro chiacchiere coi miei, una mezz'ora inaspettata di ormoni incontrollati e incontrollabili, asse da stiro, traduzione, ancora quasi 5 km di corsa sotto il sole insieme a Fra e un paio di pizze in arrivo.
Di più non potevo fare.
E questa settimana nuova si preannuncia molto intensa tra sport, lavoro, omicidi e chilometri da correre.

Ieri ho compresso in un documento word un momento ben preciso della mia vita, quello che mi lascia ancora strascichi e spesso non so come gestire. Mi sentivo di farlo soprattutto per rispetto di chi, troppe volte, si è trovato e si trova tutt'ora a dover affrontare certe mie ombre. Ho scritto perchè non sarei stata capace di sfogarlo a voce, ho spiegato, raccontato e ricacciato dentro qualche lacrima. Non posso nè voglio cancellare soprattutto perchè ho dentro ancora tanta rabbia per non essere stata capace di reagire nè di averlo urlato subito. Vergogna, umiliazione, paura: sensazioni che ho riprovato ieri mentre scrivevo. Ho inviato il file, l'ho eliminato e tolto anche dal cestino. Mi sento un po' più leggera, forse più forte perchè stavolta sono stata capace di condividere una parte della mia vita con chi non farebbe mai del male, con chi ora sa e sa di essere l'unico a sapere, con chi mi stringe forte la mano quando corriamo insieme col sole in faccia e gli occhi lucidi.
Ho corso lungo il Ticino ieri sera, all'imbrunire. C'era tanta gente sul sagrato della chiesa prima della partenza, c'era tanta gente sulle stradine del eprcorso che si snodava nei boschi, c'era tanta gente all'arrivo, tutta in fila in attesa del premio e del timbro sul cartellino.
Avevo bisogno di correre lasciandomi scivolare via certe parole e certi atteggiamenti che mi sono sentita rimproverare di essere troppo veloce nel mio lavoro così sembra che non ho mai da fare ed è normale che poi mi passino anche quello degli altri.
Il sole che tramonta lento sul fiume è uno spettacolo mozzafiato che ripaga anche della fatica dell'ultimo chilometro in salita.
E che la forza sia con me. Sempre.
E la cagarella con qualcun altro. Per sempre.
Ho appena inviato un'offerta alla Signora Tena.
Stavo per scrivere alla cortese attenzione di Tena Lady