Mesmereyes

In der Mitte von Schwierigkeiten liegen die Möglichkeiten (A.Einstein)
giovedì, 19 novembre 2009

Delirium trremens

Basandomi solo sui tuoi presagi astrali, sono giunto alla conclusione che potresti dare vita a un’incredibile fortuna cosmica se traducessi la canzone dei Beatles Norwegian wood in lingua punjabi, se indossassi scarpe in velluto del diciottesimo secolo o se cercassi di entrare in una squadra di pallavolo turca. Ma dubito che tu possa portare a termine una di queste stravaganti imprese. Perciò ti suggerisco un’alternativa. Magari non riceverai lo stesso aiuto, ma sicuramente ne trarrai qualche beneficio. Ecco le alternative: comincia a programmare una sacra vacanza per il 2010; rifletti su chi tra i tuoi allea-ti potrà aiutarti ad allargare il tuo mondo nei prossimi dodici mesi; decidi qual è il meno importante dei tuoi principali obiettivi; fa’ assolutamente qualcosa per imparare a prenderti meno sul serio.

Vediamo:

- nel 2010 l'unica vacanza che potrò permettermi sarà il giro turistico di Pioltello, perchè non credo che l'Intesa San Paolo ci omaggi di un uicchènd nonostante i 30 anni di cappio sottoscritti
- se il BigBoss mi firmasse già il contratto in scadenza a marzo sarebbe una soddisfazione. Se ciò non accadesse deve sapere che porterò con me i dettagli delle sue due carte di credito, l'IBAN del suo conto corrente, il nome della zozza brasileira, e il fatto che io so cosa farà esattamente domani sera/notte. Non so se una persona ricattata possa definirsi alleato, ma l'idea mi stuzzica
- il meno importante? Non saprei. Posso dirvi il più importantissimo: un figlio.
- forse dovrei prendermela di meno quando il mondo non gira come voglio io, quando lo dico io e perchè lo decido io.

Pare facile.

postato da: nenufar alle ore 19/11/2009 21:24 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: just words
mercoledì, 18 novembre 2009

Globe

http://www4.uwm.edu/Library/digilib/cities/images/kano-sign.jpgDevo seguire l'allestimento di uno stand per una fiera a Dubai; devo aspettare che mi rispediscano un documento dall'Arabia Saudita; ho prenotato un tavolo per due in un ristorante giapponese a Milano che solo per il nome ti addebitano 100 euri; ho parlato con chi è in Turchia e si è ritrovato senza valigia causa disguido Alitalia; devo inviare un'offerta in Olanda mettendo in copia un pezzo di Spagna; ho dovuto prenotare pickup, hotel e cena per un paio di ospiti sloveni e una collega tedesca; ho inviato dei campioni in Israele e un altro minuscolo in Francia; ho spedito dei documenti topsecret in Inghilterra.

In una giornata ho fatto il giro del mondo, andata e ritorno.
Ma io ho solo bisogno di starmene tranquilla a casa mia, coi capelli umidi dopo la doccia e divisa tra la voglia di buttarmi sotto le coperte e la coscienza che mi spinge a leggere un po'.
Sono stanca stasera, un po' perchè stanotte ho dormito in parte sul divano, un po' perchè in otto ore di lavoro ho fatto la trottola, un po' perchè in palestra ci ho dato dentro. Domani sera passerò un'ora dall'estetista, venerdì sera andiamo a trovare un paio di amici che hanno iniziato  a convivere nella casa tutta nuova, sabato e domenica ho già qualcosa in programma e qualcosa no.
Mi sa che ormai la stanchezza è di default. Mi rende viva: non ci credo, ma fa figo scriverlo
postato da: nenufar alle ore 18/11/2009 20:41 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: lotta say
martedì, 17 novembre 2009

Humedad



C'era umidità stasera in palestra. Roba da non riuscire a vedersi negli specchi, una patina di vapore acqueo, fiato e sudore che non permetteva di respirare a dovere. Io avrei anche aperto una delle porte laterali ma tutti che hanno paura di raffreddare gli anticorpi e allora crogiolatevi nell'aria malsana e viziata del martedì sera, che vi devo dire. Quella patina, però, è un po' come la pellicola Domopak: protegge e conserva, rende ogni cosa sfuocata e intoccabile. Io mi sento come dentro a questa patina che vorrei strappare via ma in fondo dona calore. Un calore che però non mi piace troppo, che ostacola la vista e il respiro. Ogni giorno mi ricredo su alcune persone, su certi atteggiamenti che mi lasciano perplessa e attonita, su modi di fare che mi innervosiscono. Io voglio pensare che certi periodi della mia vita siano transitori e, in quanto tali, destinati e finire e a passare e ad essere lasciati alle spalle. Più che la pazienza, mi manca la rassegnazione, quel menefreghismo autoimposto che mi faccia dire cazzi vostri. Io lo dico, ma poi sono sempre lì a cercare di mediare e ri-mediare.
Ma sono come una pentola a pressione che quando il vapore fuoriesce si crea una patina. Quella patina che cala come una cortina di ferro tra me e il mondo là fuori.
postato da: nenufar alle ore 17/11/2009 20:48 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: lotta say
lunedì, 16 novembre 2009

It happens



E' da qualche settimana che, senza volerlo e con mio grande stupore, il BigBoss chiama me per fare ciò che prima era competenza dell'ex moglie nonchè ancora sua segretaria per le questioni lavorative. Ora, detto così può sembrare vagamente ambiguo, quindi metto le mani avanti e spergiuro che tutto ciò che mi chiede è legale, onesto e regolare. Forse un po' noioso, una perdita di tempo ogni tanto, un bel po' stressante quando lui pretende risposte nel giro di un battito di ciglia. Ma in giorni come oggi essere diventata la sua persona di fiducia è anche tanto divertente. Non so come mai abbia scelto me quando la mia collega lavora lì da svariati anni e quindi, come memoria storica o esperienza, mi batte alla grande. I miei venditori dicono che è perchè parlo tedesco (lui pè della Westfalia), sorrido sempre e sono sempre disponibile. D'altronde mi pagano anche per questo e, soprattutto, per fare bene il mio dovere e il fatto che il BigBoss se ne sia accorto pur stando in azienda pochi giorni al mese mi consola alquanto. Da quando lui ha cominciato a delegarmi svariati compiti, la mia (finta)Capa è di molto migliorata: non mi stressa più, mi ha chiesto scusa per alcuni suoi comportamenti, mi chiede consigli (a me?!), non contesta più ogni singola stronzata. Non so se i due eventi siano correlati, ma mi piace pensare che siano frutto un po' del mio modo di agire, un po' dell'illuminazione che ogni tanto infervora le menti più dormienti. Sta di fatto che lei deve continuare ad essere la sua personal assistant, mentre io mi becco la parte più "personale" e gaudente. Tanto per farvi capire: un giorno ho dovuto spiegargli perchè non riusciva più a ricaricare il suo ipod di ultimissima generazione, un altro giorno ho dovuto cercargli un rivenditore in Italia di una guarnizione per una cabina doccia rigorosamente tedesca come lui (ho trovato tutto in un negozio di termoidraulica di Bolzano), oggi ho dovuto spiegargli che non potevo disinstallare il suo Skype sul piccì dell'ufficio se lui l'aveva installato sul piccì che ha a casa. Inoltre, gli ho anche consigliato di non dare i numeri di carta di credito comprensivi di codice segreto al primo che glieli chiede. Insomma, in un paio di settimane ho avuto: il suo codice IBAN, l'indirizzo di casa sua e un paio di carte di credito. Ma la soddisfazione maggiore è stata prenotargli un volo da San Paolo del Brasile a Malpensa. Io l'ho guardato, lui mi ha guardata e ci siamo capiti: la settimana prossima arriva la gnocca mulatta dal culo a mandolino. ovvio, viaggia in economy e se fosse stato per lui l'avrebbe fatta volare con le miglia accumulate, ma o non c'era posto o il suo punteggio non era sufficiente, quindi...Io ho già prenotato un posto in prima fila che se gli balenasse la malaugurata idea di portarla a visitare la sua stanza ovale io voglio assistere alla scena isterica del'ex moglie che ha l'ufficio accanto al suo.
Ora, è vero che una segretaria è tenuta a mantenere il segreto, ma quando oggi avevo in mano il nome della brasileira non ho potuto non condividerlo con la mia collega dirimpettaia. E quando lui è venuto da me a dirmi che una delle sue carte non funzionava perchè aveva esaurito il credito perchè ho comprato una porcellana ...riuscite a immaginare cos'abbiano potuto partorire le menti di due segretarie sciroccate?

Io ci rido, però non sempre è piacevole sapere. E' un po' come essere informata sui fatti, partner in crime, depositaria di fiducia altrui e, al contempo, imbrigliata in un vortice di silenzio mascherato da omertà. Che poi la separazione l'hanno firmata, lei se n'è andata di casa ad agosto ed entrambi hanno diritto alle lore nuove vite. Ma io mi trovo in mezzo e vorrei essere come la scimmietta che si tappa le orecchie. Che ora devo trovare una scusa per quando mi rinviterà a casa sua per disinstallargli skype e controllargli una stampante che non c'è verso di farla funzionare. Mi sa che mi porto dietro Fra...

postato da: nenufar alle ore 16/11/2009 21:18 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: just words, impiegata wanted
domenica, 15 novembre 2009

Dallaallazzeta: di capriole, vimini e nonni



Venerdì comincia male e finisce bene che la palestra non programmata è una valvola di sfogo e scioglie certe tensioni che altrimenti sarebbero rimaste fastidiose. Mi ritrovo con un paio di occhi enormi che mi regalano una tartaruga dagli occhioni ancora più grandi e poi la stanchezza che si fa sentire e un massaggio ristoratore fa la sua porca funzione. Sabato ci svegliamo con calma che la giornata è già grigia e non invoglia a fare nulla. Mi godo un po' casa, preparo una torta salata con tutto quello che ho di commestibile (prosciutto cotto, salsicce, edamer e olive) e poi mi concedo un'oretta di allenamento che il sabato sa sempre un po' di prerogativa, ci ritroviamo in pochi e si ride con più facilità. Stacchiamo un altro assegno, facciamo un giro in un grande salone di mobili da dove usciamo con la soddisfatta certezza di aver scelto l'arredamento più bello e poi ci buttiamo a corpo morto nel caos dell'Esselunga. Credo che un esame di sociologia sia da preparare osservando le genti coi carrelli: è pura fenomenologia della lista da spesa, in affanno per accaparrarsi l'ultima confezione di acciughe del Marocco o per cercare di schivare l'ennsima promoter che venderebbe anche sua madre pur di farti comprare 15 confezioni di sciacquatonsille. Da lì ci spostiamo in un negozio di abbigliamento dove mi limito a guardare e a tenere a bada Fra che avrebbe voluto comprare un giubbino di pelle a Thomas. Io, invece, gli avrei preso una felpina del nano Mammolo con su scritto sono tenero. Diciamo che l'istinto genitoriale si fa sentire un bel po'. Ceniamo con calma chiacchierando di tutto e niente, ci rilassiamo davanti alla tivvù che, dopo l'haka dgli All Blacks, offre un'anonima partita dell'Italia, ci imbattiamo in SOS Tata con una puntata su una famiglia di Foligno. Come l'ho scoperto? Ascoltando la nonna materna mentre urlava no lu vidi che stu fiju sta a piagne? pijalo su, mòvete. Son bei momenti. Vado a nanna che ne ho bisogno e mi sveglio domenica mattina sola soletta che corro a 1 km da casa e Fra approfitta per dormire un po' di più. A Cimbro mi aspettano gli amici podisti della squadra avversaria, sì, quella della bionda che a volte vinco io a volte vince lei. Siamo io, Paola e il marito, Samuele, Stefano, la bionda Barbara e consorte. Partiamo tutti per correre 18 km: il ritmo è lo stesso ma solo all'inizio, poi ognuno va in base alle gambe. Io mi ritrovo davanti con un altro podista della loro squadra che, però, lascerò andare all'entrata di un bosco troppo in salita, scivoloso e dagli scalini stretti. La discesa è ancor peggio: schivo sassi e radici, uno, due...il terzo non riesco a schivarlo e cado a faccia in avanti. In un nanosecondo sono già in piedi, modello molla come Tom & Jerry. Da dietro mi sento chiedere se mi sono fatta male, rispondo di no e proseguo con un podista che mi consola dicendomi che l'anno scorso, cadendo su un sasso, lui ha spaccato un cronometro. Al ristoro successivo la ferita piscia sangue ma essere femmina non vuol dire essere piagnona, perciò me ne frego e proseguo spedita. Attraverso paesi conosciuti, strade arcinote e boschi mai penetrati. Non sento la fatica, non sento la fame, non sento dolori. Poco prima del 18° km vedo Fra che mi fotografa, avanzo ancora un po' e termino la mia corsa, soddisfatta e contenta e per il percorso e per la compagnia che magari, un giorno, diventerà la mia quadra, visto l'andazzo con quella attuale. Torniamo a casa che dobbiamo prepararci per il pranzo a casa dei suoceri: sono arrivati i parenti di Fra dall'aMMerica e oggi ci ritroviamo tutti insieme. Affettati misti, paccheri ripieni, coniglio umbro e patate arrosto, roastbeef, budino al cioccolato, frutta e dolciumi vari: queste le cibarie ingurgitate mentre si rideva un po' in italiano e un po' in inglese, con una nonna di novant'anni a tenere banco che non si capacitava di come io riuscissi a capire sua nipote che ha gli occhi di un cerbiatto e il fisico di una barbie. A volte mi stupisco di come basti veramente poco per unire persone così disparate, culture così diverse seppur affini, e abitudini ai nostri occhi strampalate. Ed è buffo sentire un'americana parlare e capire il dialetto ed esaltarsi per 5 kg di Nutella o per una caffettierona della Bialetti. Forse a loro farà lo stesso effetto vederci esaltare per lo sciroppo d'acero o le tette delle californiane. Boh. Dopo il megapranzo io e Fra siamo andati a dare un'occhiata ad un po' di oggettistica in vimini che io adoro. La quantità di gente in giro è già spaventosa, indipercui siamo risaliti in macchina, direzione casa.
Finalmente.
E Thomas ha imparato a girarsi di scatto talmente bene che è pure cascato dal letto. Tutto sua zia.
E questa settimana, stando a quanto dice Branko, dovrebbero entrarmi una valanga di soldi.

postato da: nenufar alle ore 15/11/2009 18:45 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: alfa&beta il uicchènd, vvv mi end iu
giovedì, 12 novembre 2009

Heading for



Delusa e schifata. Vorrei poter tornare indietro, fare inversione a U, tirare via la tovaglia d'un sol colpo e lanciare lontanto tutto ciò che odio. I miei "no, grazie" non vengono considerati, il mio punto di vista non è degno di interesse, la mia volontà è trasparente. Sono provata fisicamente, sono stanca mentalmente. Tornare a casa e non trovare la persona che credevo è insieme frustrante e fastidioso e aberrante. Mi accorgo di stare meglio da sola. Molto meglio. Che mi manca l'autostima ma so come bastarmi. E le stelle vanno di pari passo col mio sentire:

La prossima settimana, Cancro, sarà liscia, facile e piacevole. Basta che ti togli di mezzo e lasci che l’universo faccia il suo lavoro. Pensi di poterlo fare? Questo non significa che dovrai essere passivo o inerte. Al contrario il cosmo potrà compiere la sua magia solo se starai attento a tutto quello che cattura la tua fantasia e sarai pronto a saltare quando la vita dice “salta!”. Cerca di essere rilassato e vigile, ricettivo ed eccitabile, arrenditi alla verità ed entra in contatto con la forza primordiale. La canzone si canterà da sola. Il sogno s’interpreterà da solo. La bellezza si rivelerà da sola.

Forse la vita mi sta urlando "salta!" proprio in questo momento.
Ho solo bisogno di quella goccia in più di coraggio, non tanto per saltare, quanto piuttosto per mettere un piede davanti all'altro e andarmene per la mia strada.
Sola, ma non solitaria.


Per ora mi fermo qui.

postato da: nenufar alle ore 12/11/2009 21:16 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: lotta say
mercoledì, 11 novembre 2009

Come full circle



Domenica 11 novembre 2007, giorno di San Martino, mi ritrovai in una casa ancora nuova a pensare che forse quella sarebbe stata la mia nuova vita.

Oggi, 11 novembre 2009, giorno di San Martino, ho messo un bel po' di firme su quella che sarà la nostra nuova vita.

Poi, con calma, vi racconterò anche di come io sia riuscita ad avere il numero di conto corrente del Boss Supremo. Io sì, l'ufficio contabilità no.
Son soddisfazioni.

postato da: nenufar alle ore 11/11/2009 20:56 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: lotta say, vvv mi end iu
martedì, 10 novembre 2009

Flowing



Ho bisogno di rallentare, pur sapendo che senza i miei ritmi forsennati vivrei male. Ma sono stanca e, più me ne accorgo, più sono cosciente che se cedo, mi casca addosso tutto. Io un po' invidio gli imbecilli e i cretini che tali sono e tali rimanagono perchè tanto nessuno si aspetta nulla da loro. Vorrei che tutto fosse mellifluo come la marmellata di prugne di mia mamma che fatica a fuoriuscire dal vasetto. Vorrei che tutto fosse profumato dello stesso odore dei bimbi appena svegli. Vorrei che tutto fosse silenziosamente meraviglioso, ovattato, attutito come il bum-bum del cuore di un neonato nel grembo della madre. Vorrei camminare senza paure, vorrei correre senza l'affanno del traguardo, vorrei che fosse già primavera e sedermi su una sedia a dondolo in vimini e osservare il Monte Rosa col sole in faccia. Vorrei poter scegliere di più, vorrei poter dire più no, vorrei avere più faccia da culo.

Said, woman, take it slow
And things will be just fine
You and I'll just use a little patience
Said, sugar, take the time
'Cause the lights are shining bright
You and I've got what it takes
To make it, We won't fake it,
I'll never break it
'cause I can't take it

(Patience, Guns'n'Roses)
postato da: nenufar alle ore 10/11/2009 21:12 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: just words
lunedì, 09 novembre 2009

Prospettive



Quelle poche volte che vado dalla parrucchiera faccio sempre la piastra. Come sabato scorso.
Ora, lavorate di fantasia (maiala) e immaginatevi una certa scena.
Questo è ciò che mi sono sentita dire da Fra:

- certo che a guardarti da sopra coi capelli lisci sembri un'altra

'na botta di autostima, non c'è che dire.
te possino

postato da: nenufar alle ore 09/11/2009 21:25 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: le chicche della chicca, sex&fun
domenica, 08 novembre 2009

Dallaaallazzeta: di negoziazioni, vento e yoghurt



Sto cercando di riprendermi dallo sforzo di stamattina che tra chilometri corsi, pioggia e vento a sfavore non so nemmeno io come sia riuscita a tagliare il traguardo. E poi avevo i capelli liscissimi fatti sabato dalla parrucchiera che mi dice quando vieni tu poi piove sempre. Giuliacci ci fa una pippa. Ma la mia testa oggi funzionava a dovere e, se non fosse stato per un fastidio all'inguine che si rifletteva sulla coscia, avrei  mantenuto la promessa di concludere al di sotto delle due ore. Invece, complice il maltempo e il fastidio fisico, ho corso i ventun chilometri in due ore e due minuti, finendo ventiquattresima di categoria e novantaseiesima donna. Certo, la mia posizione in classifica generale mi fa abbastanza schifo, ma d'altronde non posso lamentarmi: non allenandomi mai non posso certo pretendere di correre come un treno. Tanto vincono sempre i marocchini, ecco. Dicevo che la mia testolina questa volta c'era. C'era perchè mi sento bene, perchè ieri ho concluso una trattativa che ci ha fatto acquistare tutti i mobili che volevamo rimanendo nel nostro budget, che quando prendo il via pure Fra si fa da parte. In pratica, nel prezzo finale del mobiliere, che escludeva divano, tavolo per la cucina e sedie, io ci ho fatto stare dentro tutto, ho limato ancora un po' e l'ho obbligato ad accettare una mia richiesta: io lo pago in contanti ma lui viene col suo bel camion e ci trasloca la lavatrice che, essendo piazzata in mansarda, sarebbe stata destinata alla rottamazione perchè nessuno era disposto a trasportarla lungo una scala a chiocciola scomodissima. Me soddisfatta, augh. Così, dopo essere stati in un palazzetto dello sport ancora semivuoto a ritirare pettorale e pacco gara per il giorno dopo, abbiamo concluso la serata mangiando scaloppine ai funghi e crema pasticcera per festeggiare un piccolo traguardo. Insomma, ci concedono il mutuo, i mobili ce li abbiamo, mercoledì firmiamo il compromesso. Poi cominceremo a staccare gli assegni. In questo momento ci stiamo ponendo dei piccoli obiettivi, un po' incuranti di quello che sarà o che potrà succedere tra svariati anni. D'altronde siamo coscienti che coi "se" e coi "ma" non si va troppo lontano. Abbiamo anche deciso che d'ora in poi noi non cacciamo più una lira, indipercui, tende, lampadari e oggettistica varia sarà a carico di genitori, parenti e amici. Evviva la faccia di culoE così sabato scorre via tra sole e finto riposo, tra un caffè zeppo di schiuma e un giro per negozi di abbigliamento. Per bimbi, che sennò Fra faceva i capricci se non entravo. Dormo serena e ascolto la pioggia. Mi sveglio che diluvia, così sono costretta a cambiare un po' l'abbigliamento. Pantaloni lunghi, maglia tecnica regalataci per l'occasione, k-way e cappellino. Mi riscaldo un po' per non patire troppo il freddo: fortunatamente smette di piovere poco prima della partenza, ma si alza il vento che avrò contro per tutti i ventuno chilometri. Fatico un po' quando comincio a sentire dolore alla gamba, così rallento e mi fermo un paio di volte. So che se stringo i denti posso farcela a battere quel muro più mentale che fisico, ma più accelero, più sento le fitte. Tiro i remi in barca e sento sollievo quando vedo il cartello dell'ultimo chilometro. Poi il gonfiabile del traguardo, poi il bip del chip quando passo sul tappeto rosso, poi Fra pronto ad immortalarmi quasi morta, poi Antonio che mi aspettava per le foto di rito. Riesco anche a farmi la doccia in tempi più che ragionevoli, nonostante gli spogliatoi siano fatiscenti. Pranziamo in un ristorante trovato per caso dove mangiamo a base di pesce. Poi torniamo a casa che diluvia e fa freddo. Svengo sul divano, mi gusto uno yoghurt al cocco e poi nullafaccio davanti alla tivvù. Resuscito solo per stirare che l'indole da massaia ogni tanto mi dà i calci sugli stinchi.
Ora però torno ad eclissarmi.
Per oggi ho dato. Un bel po'.
Anche se certi miei segnali rimangono sempre inascoltati. 


Perchè l'8 della foto?
Perchè 8 mesi fa, l'8 marzo, a Stresa mi ero ripromessa di fare una bella gara a Busto Arsizio.
Oggi, 8 mesi dopo, l'8 novembre, sono migliorata di 11 minuti.
postato da: nenufar alle ore 08/11/2009 18:46 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: alfa&beta il uicchènd

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