C'è un sole meraviglioso là fuori. Ho da poco fatto colazione dopo essere andata a correre. Sono arrivata nel paese della foto. Solo sei chilometri in tranquillità, senza sforzare troppo, solo per svegliarmi dal torpore del sabato mattina. Un sabato in total relax. Ho ancora i capelli umidi, il profumo di caffè in casa e tanta voglia di staccare un po' la spina. Sono contenta di tornare a casa per questo motivo, perchè se rimanessi qui di certo non mi riposerei. Ovvio, non mi riposerò nemmeno a Foligno, ma se non altro non avrò lo stress dell'ufficio, non dovrò incastrare millemila impegni, non sarò obbligata a cucinare, pulire, stirare, fare spesa...O meglio, farò tutto ciò perchè lo voglio io e non perchè devo. Ma mi mancherà Ulfio. Già. E' sempre troppo striminzito il tempo che passiamo insieme. Come un maglione infeltrito che cerchi di indossare pur sapendo che ti va stretto. E io non vedo l'ora che quel maglione riacquisti le sue dimensioni.
Stanotte ho sognato di essere un'esperta di marketing che doveva creare la nuova pubblicità per un'aranciata. Ricordo di aver scritturato il Papa polacco e di avergli messo in mano una lattina. Lui doveva solo dire Fanta subito
Vi lascio con una frase di Efraim Medina Reyes che ho letto nel suo articolo Il sesso forte*:
Una teoria della fisica sostiene che tutto ha avuto inizio in un buco nero, con il big bang, e che probabilmente utto finirà in un buco nero. L'origine e il futuro dell'universo somigliano molto alla nostra vita. Ed è consolante pensare che, se ho cominciatoda una fica, potrei anche finire lì e chiudere gli occhi respirando per l'ultima volta l'aroma che per fortuna ci ha tirato fuori dal paradiso.
Tutto questo per dire che l'uomo in quanto maschio è fica-dipendente.
*L'articolo originale è apparso ne Internazionale 726 dell'11 gennaio scorso
